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Spionaggio WhatsApp – Spiate le chat dei politici

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Spionaggio WhatsApp - Spiate le chat dei politici

Spionaggio WhatsApp – Il caso del portavoce del parlamento della Catalogna

Qualcuno sta hackerando i telefoni dei politici catalani.

Il servizio di messaggistica WhatsApp, di proprietà di Facebook, ha confermato che ci sono stati ripetuti tentativi di accesso al dispositivo del presidente del parlamento regionale della Catalogna.

L’attacco è stato descritto dagli esperti come un possibile atto di “spionaggio interno”.

Spionaggio WhatsApp e l’uso indiscriminato dell’app da parte dei politici

Anche in Italia i politici fanno un uso intenso di WhatsApp, comunicando tra di loro e nei loro gruppi di partito. In Catalogna ci sono segnali chiari che questo uso disinvolto comporta rischi enormi.

Il servizio di messaggistica di proprietà di Facebook ha infatti inviato una lettera a Roger Torrent, il portavoce del parlamento catalano, confermando che il suo account WhatsApp è stato “preso di mira nel tentativo di ottenere un accesso non autorizzato ai dati e alle comunicazioni sul dispositivo”, ha riportato The Guardian.

Si ritiene che siano stati attaccati anche i telefoni di almeno altri due sostenitori dell’indipendenza.
Gli aggressori hanno tentato di “iniettare” software dannoso nell’applicazione WhatsApp del parlamentare ma i vertici di Facebook hanno dichiarato di non essere in grado di confermare se il dispositivo sia stato effettivamente compromesso. Per confermarlo occorrerebbe un’analisi forense approfondita sul telefono.

Questo contro il politico catalano non è stato l’unico attacco effettuato. Durante lo stesso attacco sono stati colpiti circa 1.400 utenti di WhatsApp. Tra gli utenti colpiti ci sono numerosi personaggi politici, giornalisti, diplomatici e attivisti per i diritti umani.

Il ruolo di NSO Group

Secondo quanto dichiarato da WhatsApp, l’attacco è stato effettuato utilizzando uno spyware realizzati da NSO Group, un’impresa israeliana specializzata in sicurezza.

NSO Group ha rifiutato di commentare le affermazioni, ma è stato citato in giudizio da Facebook per il suo presunto ruolo nell’assalto digitale e nello spionaggio WhatsApp, avvenuto per un periodo di due settimane da aprile a maggio dello scorso anno, sempre secondo The Guardian.

Il governo spagnolo, una coalizione di più partiti guidata dai socialisti, ha negato di essere a conoscenza di tale spionaggio.


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