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La propaganda su Telegram e Whatsapp

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Propaganda su Telegram

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Come funziona la propaganda su Telegram e Whatsapp

Come funziona la propaganda su Telegram e Whatsapp e perché Telegram e Whatsapp stanno rapidamente diventando il mezzo preferito per molte campagne di propaganda anche in Italia?

Lo abbiamo visto ripetutamente durante questi mesi di pandemia del COVID-19, in particolare tramite Whatsapp che ha diffuso tramite le sue chat notizie mediche, a volte con finalità di contro-informazione e spesso come mezzo di disinformazione o di truffe.

Il successo di Whatsapp, e in misura crescente anche di Telegram, come strumento di propaganda corrisponde al loro rapido aumento di popolarità tra tutte le fasce della popolazione.

Una piattaforma come Whatsapp ha da tempo superato alcune piattaforme di social media in termini di crescita di utenti e di tempo di utilizzo.

Comunità con interessi simili

Contrariamente alle piattaforme basate su post visibili da tutti, come Facebook e Twitter, la comunicazione su Whatsapp e Telegram è crittografata e il loro utilizzo è ormai frequentissimo in particolare tra gruppi quali famiglie e amici che hanno connessioni di rete strette, ma anche tra comunità che condividono interessi simili e con connessioni di rete meno vicine.

La visibilità dei post su Facebook e Twitter ha contribuito a un ampio e crescente utilizzo nelle campagne di propaganda e questo ha portato ad una ormai diffusa conoscenza dei meccanismi che si sviluppano su tali piattaforme. Al contrario, a causa della natura criptata e privata della comunicazione su strumenti come Telegram, molti hanno una comprensione estremamente limitata della meccanica delle campagne di propaganda su queste piattaforme, in particolare quelle focalizzate sulla diffusione di falsi contenuti contro-informativi o disinformativi.

Si noti inoltre che anche piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram hanno le proprie funzioni di messaggistica diretta che sono esse stesse private. Queste sezioni “protette” di comunicazione sono cruciali da studiare perché forniscono mezzi alternativi e nascosti di comunicazione manipolativa durante gli eventi politici.

In genere chi si occupa di analisi della manipolazione si concentra esclusivamente sulle campagne di manipolazione politica su Facebook, Twitter, YouTube e Reddit (fondamentale soprattutto in Usa). Ma le persone che realizzano e lanciano campagne di propaganda digitale stanno spostando la loro attenzione su altri mezzi di comunicazione. La fase successiva delle “operazioni di informazione” avviene su piattaforme video come TikTok e soprattutto su app di messaggistica “peer to peer” spesso crittografate come Telegram, WhatsApp e Signal.

Analizzare la propaganda sui gruppi Telegram e Whatsapp

Il contenuto condiviso su queste piattaforme può non essere consultabile liberamente come per un profilo Twitter o per una pagina Facebook, ma ciò non significa che resti completamente oscuro. E’ infatti possibile studiare le persone e i gruppi che progettano, costruiscono e lanciano campagne coordinate di comunicazione politica usando queste piattaforme. Questo gruppo di attori ha una conoscenza a volte approfondita, a volte più improvvisata, di tutte le fasi delle campagne politiche. E’ possibile quindi fare ricerche su questi attori della propaganda sulle chat di messaggistica usando una combinazione di metodi qualitativi e metodi di analisi quantitativa dei dati, compresa l’analisi di rete.

Motivi per lanciare una campagna di propaganda su Telegram (o Whatsapp)

Senza una base di comprensione di questi gruppi e delle loro intenzioni non è possibile ottenere una visione completa del funzionamento della propaganda digitale, e tanto meno è possibile formulare risposte politiche e di contro-propaganda efficaci.

L’analisi degli attori della propaganda su Telegraph, su Whatsapp e, in generale, sulle app di messaggistica ha tipicamente tre obiettivi:

  1. Valutare le tattiche e le strategie dei propagandisti su canali crittografati. Come realizzano quello che fanno e perché credono che avrà successo?
  2. Analizzare perché i propagandisti “crittografati” prendono di mira determinati gruppi, quali gruppi sono i più sensibili ai loro sforzi e perché i gruppi sociali e i gruppi focalizzati su determinati argomenti risultano essere obiettivi privilegiati.
  3. Identificare gli effetti più dannosi per definire come possono essere mitigati o contrapposti.

I gruppi di comunicazione di partito, i gruppi di interesse, gli estremisti politici e i gruppi della società civile utilizzano in vari modi le chat come strumenti per diffondere i loro contenuti di messaggistica politica. Esistono anche in Italia diversi gruppi che lavorano per diffondere messaggi politici e di propaganda su Telegam e su Whatsapp. Alcuni gruppi che utilizzano queste piattaforme hanno anche una certa prossimità con l’establishment politico, altri invece lavorano ai margini della politica.

Anche se tuttora in Italia c’è molto lavoro da fare per comprendere appieno e misurare gli effetti delle campagne di propaganda realizzate su siti come Facebook e YouTube, è quella che viaggia sulle chat la prossima ondata di manipolazione politica: questa propaganda digitale che si sta affermando come la nuova normalità.

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