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Elezioni e guerra alla disinformazione

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Come le elezioni statunitensi hanno cambiato la guerra alla disinformazione da parte dei social media.

L’azione intrapresa dai giganti dei social media ha funzionato in America durante le elezioni ma non sarebbe applicabile ad altri paesi o durante periodi non elettorali.

Durante il periodo elettorale e post-elettorale, Twitter ha segnalato come fuorvianti un numero crescente di tweet del presidente Trump. Su Facebook molte pagine a sostegno delle teorie espresse da Trump sono state rimosse, mentre nuovi meccanismi hanno impedito che segnalazioni di frode sulle elezioni diventassero virali. Dopo quattro anni di preparazione sembra che i social media abbiano svolto la loro parte nel fermare la disinformazione durante il ciclo elettorale degli Stati Uniti.

Una cosa interessante notata nel passaggio dal 2016 al 2020 è stata la rapidità nell’esecuzione di azioni di contrasto da parte delle piattaforme social media. Se la preoccupazione principale nel 2016 era stata la disinformazione tramite microtargeting, nel 2020 l’attenzione si è spostata sulla disinformazione in tempo reale.

Dopo le elezioni del 2016, Facebook e Twitter tentarono di trovare soluzioni tecniche che potessero essere imposte su larga scala in tutte le lingue. Tuttavia, il giorno delle elezioni di quest’anno, ciò che abbiamo visto sono state in realtà soluzioni ad hoc imposte specificamente attorno a queste elezioni e alle successive accuse di frode elettorale.

Se in passato i siti di social media si erano concentrati sulla rimozione di account non autentici, ora le aziende Big Tech hanno assunto un ruolo che avevano sempre evitato: essere arbitri della verità.

Tuttavia il parere degli esperti è che questi tipi di soluzione non siano scalabili e potrebbero non essere nemmeno utilizzabili per situazioni diverse o al di fuori degli Stati Uniti.

Secondo Ben-David, ricercatore su social media e politica contemporanea presso la Open University of Israel, è fondamentale che i pregiudizi politici personali non influenzino il dibattito più ampio. “È importante ricordare come tutti abbiamo celebrato la vittoria di Obama nel 2008 e il suo uso dei social media, ma dimentichiamo che questo ha gettato le basi per il microtargeting utilizzato nel 2016 e ancora utilizzato dai regimi non democratici di tutto il mondo”.

Facebook e Twitter hanno capito che se non fanno qualcosa per ridurre la disinformazione, i legislatori li costringeranno a farlo. Facebook e Twitter hanno interesse a prevenire la regolamentazione e Biden ha parlato in passato della necessità di modificare la Section 230 del Communication Decency Act, ma non è chiaro se e quando lo farà.

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