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Il copyright nei video elettorali

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video elettorali

I video nelle campagne elettorali

I video elettorali sono ormai prassi comune in ogni campagna elettorale, locale o nazionale che sia.

Tuttavia i problemi di copyright nei video elettorali possono essere un ostacolo importante e addirittura un pericolo per un candidato politico.

Questo è vero perché nella realizzazione di video elettorali o politici gli aspetti legati al rispetto delle policy delle piattaforme social possono influire non solo sulla diffusione dei contenuti ma anche sull’efficacia del messaggio. Per questo la scelta dei contenuti va fatta sempre con un particolare attenzione riguardo tale problematica.

Prendiamo ad esempio un caso recente. Dopo l’omicidio di George Floyd, l’organizzazione della campagna elettorale del presidente Trump ha realizzato rapidamente un video tributo per essere pubblicato sui social media. Tuttavia Twitter e Instagram hanno rapidamente rimosso questo video e la motivazione è stata: violazione del copyright.

Il video, al momento ancora disponibile su YouTube, mostra un montaggio di decine di filmati e fotografie con un messaggio di Trump che simpatizza con i manifestanti pacifici e condanna “rivoltosi, saccheggiatori e anarchici “per aver disonorato la memoria di Floyd.

La rimozione di questo video per motivi di copyright mostra come le problematiche del riutilizzo di contenuti (la musica in questo caso) non vanno sottovalutate.

In particolare nell’ambito politico è profondamente sbagliato supporre che il titolare del copyright sia d’accordo con il messaggio, per quanto possa essere positivo e unificante. Infatti, indipendentemente dallo scopo di un video, le campagne politiche oggi alimentano opinioni estremamente divergenti.
Per questo non è mai garantito che il detentore del copyright sia d’accordo con il messaggio.
Questo, nel caso di un artista con largo seguito sui social media, può portare ad un effetto ancora più negativo rispetto alla sola rimozione del contenuto. Come nel caso in cui, l’artista contestando l’appropriazione della propria musica, riesca a provocare una campagna mediatica contro l’utilizzo della propria musica, grazie ai propri follower.
Episodi come questo sono già successi nel passato (Green Day, REM o artisti italiani) e non ci sono dubbi che possano ripetersi anche in futuro.

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